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Marzo
2005. Ancora una volta stasera a fare le
spese del cattivo tempo sono una ventina di
abitanti di Linosa costretti a prolungare
il proprio soggiorno nella Città dei Templi...
L'ultima corsa che la m/n "Paolo Veronese"
ha effettuato, con il suo carico di passeggeri,
merci ed automezzi, risale alle sera del lunedì
28 febbraio scorso. Due giorni dopo, mercoledì
sera, è ripartita alla volta delle Isole
Pelagie con il solo carico di bombole di
gas, lasciando a terra gli sfortunati passeggeri
in attesa di rientrare a casa, nonostante le
previsioni meteo preannunciassero già l'arrivo
di una nuova perturbazione. E infatti
puntualmente la perturbazione si è presentata
l'indomani, bloccando ancora una volta la nave
agli ormeggi di Porto Empedocle,
trasformatosi già da tempo in un mega posteggio
di camion e tir.
Il "Non parte!" dell'agenzia "Tricoli
& Nuara" di Porto Empedocle anche stasera è
arrivato puntualmente dopo una lunga agonia di:
"Richiami più tardi...!". Una
frase questa che riecheggia amaramente nelle
orecchie di chi è in attesa di potersi imbarcare
oramai da sei giorni, ed si vede costretto ad
andare incontro a spese non indifferenti di
albergo e ristoranti. Questa sera nell'isola di
Linosa spira un vento di libeccio che
comunque non ostacolerebbe l'attracco della nave
in Cala Mannarazza, ma risulterebbe
problematica l'entrata in porto a Lampedusa,
data la sua esposizione a sud ovest. E per
fortuna l'isola è collegata da un regolare
servizio aereo, altrimenti sarebbero davvero
guai seri per gli abitanti delle due isole.
Se prima era la m/n "Palladio"
a non riuscire ad attraccare a Lampedusa
per la sua notevole altezza e per gli inadeguati
approdi dell'isola, adesso è proprio il cattivo
tempo a bloccare la nave in porto. Solo un
inizio tempestivo delle opere portuali già
previste sia per Linosa che per
Lampedusa potrebbero diminuire quei disagi
nei collegamenti che le Pelagie si
portano dietro da sempre.
(testo e foto a cura di
Foldaini) |